In Giappone la ripresa economica dalla pandemia, ed in particolare quella dei consumi, potrebbe essere stata rallentata dal fatto che la diffusione dell’e-commerce è in ritardo rispetto agli altri paesi.
Cosa è successo?
Nei paesi membri dell’OCSE in giugno sono state registrate vendite al dettaglio in aumento e in media al di sopra del livello pre-pandemico. Visto che a giugno e luglio in quei paesi solo poche persone visitavano le aree dello shopping (fonte: Google Mobility) significa che molte di esse hanno fatto i loro acquisti online.
In Giappone, invece, le vendite rimangono ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici. Da quando la pandemia da coronavirus ha colpito il Paese, la gente è rimasta in casa, senza spendere denaro.
Tanto è vero che, alla fine di giugno, il contante e i depositi bancari delle famiglie giapponesi hanno raggiunto una cifra record (1.030.000 miliardi di yen).
I motivi?
Secondo alcuni a frenare l’economia sarebbe lo sviluppo insufficiente nel settore dell’e-commerce.
Da un sondaggio svolto nel 2019 dalla società tedesca di ricerca “Statista”, il 16% dei giapponesi ha dichiarato di non aver fatto alcun acquisto su internet nell’anno precedente.
Si tratta della posizione più alta tra le economie avanzate e della quarta tra 45 economie, incluse quelle in via di sviluppo. È quindi ipotizzabile che una volta che la digitalizzazione prenderà piede, il potenziale di aumento di spesa delle famiglie possa essere enorme. Dopo mesi di pandemia, i consumatori – stanchi di stare a casa – sono disposti a spendere.
Cosa fare?
Ma, per vedere un rimbalzo sostenuto nell’economia giapponese, il governo e le aziende dovrebbero utilizzare le tecnologie della trasformazione digitale allo scopo di stimolare il settore domestico.
Fonte notizia: NIKKEI ASIAN REVIEW
