Attestandosi su circa 4.400 miliardi di yen (pari a 34 miliardi di euro ca.), nel 2021 le vendite dei grandi magazzini in Giappone hanno registrato un moderato aumento rispetto all’anno precedente. Sono rimaste, tuttavia, al di sotto dei livelli raggiunti prima dello scoppio della pandemia. Le vendite sono salite di circa 200 miliardi di yen rispetto ai 4.200 miliardi di yen registrati nel 2020, quando i grandi magazzini furono costretti a chiudere per un lungo periodo di tempo a causa della diffusione del coronavirus. Il fatturato del 2020 era tuttavia inferiore di circa il 20% rispetto ai 5.750 miliardi di yen del 2019.Anche nel 2021 i grandi magazzini sono stati costretti ad adottare misure di prevenzione a causa della pandemia, quali la chiusura temporanea dei negozi e l’ingresso di un numero limitato di clienti. Nonostante il calo della circolazione pedonale, i grandi magazzini hanno potuto contare su ingenti vendite di beni di lusso, tra cui orologi, gioielli e articoli di marchi di alta gamma. Il traffico pedonale ha iniziato a riprendersi dopo la revoca dello stato di emergenza da parte del governo di fine di settembre del 2021 e tutte le principali catene di grandi magazzini hanno riportato performance positive durante la stagione dello shopping di Capodanno. Recentemente, però, a causa della diffusione della variante omicron del coronavirus, la frequentazione dei clienti è nuovamente scesa. In Giappone, le vendite dei grandi magazzini hanno raggiunto il loro massimo apice nel 1991, con 9.713 miliardi di yen. Da allora per cause tra le quali la crescita in numero di negozi specializzati come la catena di abbigliamento casual Uniqlo e l’aumento dell’utilizzo dello shopping online, hanno continuato a scendere. (ICE TOKYO)
Fonte notizia: Japan Times