La Japan Soft Drink Association ha annunciato in aprile un piano per incrementare la quota di bottiglie riciclate per tutte le bevande vendute in contenitori di plastica dal 12,5% del 2019 al 50% entro il 2030. Nel 2020, le bevande in bottiglie di plastica hanno costituito, per quantità, il 76% di tutte le bevande prodotte in Giappone. Attualmente, solo il 10% delle bottiglie di bevande provengono da bottiglie usate riconvertite. Le difficoltà nel rimuovere lo sporco e le impurità dalle bottiglie usate sono in gran parte le cause di un tasso così basso. Coca-Cola Co. e i suoi partner imbottigliatori sperano che un miglioramento dei sistemi utilizzati possa far salire la percentuale di bottiglie riciclate al 50% entro il 2022 (28% nel 2020). Anche Suntory Beverage & Food Ltd. ha fissato un obiettivo simile per lo stesso anno. Nonostante nell’anno fiscale 2019 in Giappone fino al 93% di tutte le bottiglie di plastica vendute siano state recuperate per un uso ripetuto, la quota di riciclaggio non supera il 10% circa perché è effettivamente impossibile riutilizzare le bottiglie contaminate da liquidi, mozziconi di sigarette e altri tipi di sporco o rifiuti. Per affrontare il problema, la JSDA ha sviluppato un bidone per il riciclo con un’apertura obliqua rivolta direttamente verso il basso che scoraggia l’inserimento di oggetti diversi dalle bottiglie di plastica. Le aziende stanno inoltre accelerando la ricerca sul riciclaggio chimico che, essendo in grado di scomporre la plastica in molecole da riutilizzare – renderebbe possibile il riuso delle bottiglie leggermente contaminate.
Fonte notizia: ASAHI SHIMBUN
