Oltre un milione di container che avrebbero dovuto percorrere quasi 10.000 km sulla ferrovia che collega l’Europa occidentale alla Cina orientale attraverso la Russia, sono costretti a trovare nuove rotte via mare, con un aumento dei costi e la minaccia di aggravare ulteriormente il già esistente caos della catena di approvvigionamento globale. Kuehne+Nagel International AG, uno dei più grandi spedizionieri europei, starebbe già rifiutando i carichi ferroviari dalla Cina all’Europa mentre altri trasportatori starebbero optando per le vie marittime. Il conflitto va ad aggiungersi alla congestione di alcuni dei porti principali, intensificando le pressioni sulla catena di approvvigionamento globale ancora alle prese con le carenze di manodopera indotte dalla pandemia. Una combinazione di soluzioni mare-aria potrebbe aiutare alcune case automobilistiche e produttori di elettronica high-tech a prevenire interruzioni di produzione nonostante l’aumento dei costi. Da marzo, il volume delle esportazioni sui treni diretti in Europa dal porto di Dalian è stato “notevolmente ridotto”, ha riferito questa settimana il Securities Times. Nei primi due mesi dell’anno le spedizioni avevano visto una crescita media di oltre il 70%. I collegamenti ferroviari tra la Cina e l’Europa sono stati stabiliti nell’ultimo decennio come parte del progetto “nuova Via della Seta” del presidente cinese Xi Jinping, che si è poi trasformato nell’iniziativa “Belt and Road”. L’anno scorso, i treni hanno trasportato tra la Cina e l’Europa circa 1,46 milioni di container con merci per un valore di circa 75 miliardi di dollari, pari a circa il 4% del commercio totale tra le due parti (stime di Bain & Co.). Gli addetti del settore affermano che sono necessarie circa due settimane per inviare merci asiatiche in Europa via ferrovia, rispetto ad un mese via nave. Le navi costituiscono ancora il metodo più economico. Secondo il fornitore di logistica DSV il costo del trasporto di un container su ferrovia è pari a circa il doppio rispetto al trasporto marittimo e ad un quarto di quello aereo. (ICE TOKYO)
Fonte notizia: JAPAN TIMES