Il 28 ottobre presso il Ministero degli Affari Esteri a Roma, nella Sala Conferenze Internazionali alla presenza di circa 200 partecipanti, di cui oltre 50 giapponesi, si è tenuta la 4a Assemblea Plenaria dell’ltaly-Japan Business Group.
In apertura di riunione ha preso la parola l’Ambasciatore Giovanni lannuzzi, Direttore Generale Affari economici del M.A.E., che ha portato i saluti del Ministro Emilio Colombo, impossibilitato a partecipare alla riunione per un importante impegno al Parlamento. L’Ambasciatore lannuzzi ha elogiato lo sforzo prodotto dall’ltaly-Japan Business Group, che va .al di là del mero aspetto commerciale e del fatto statistico, essendo i due Paesi entrambi appartenenti al gruppo del G7; l’esperienza prodotta dal B.G. pone, secondo l’Ambasciatore lannuzzi una solida base per realizzare le grandi speranze per le relazioni future tra Italia e Giappone.
E’poi intervenuto un portavoce del Ministro per il Commercio Estero e l’Industria giapponese (MITI) Kozo Watanabe che ha letto un messaggio del Ministro nipponico. Nel suo saluto ha esaltato il ruolo e l’attività che il B.G. sta svolgendo da 4 anni nelle relazioni italo-giapponesi, ricordando tra l’altro il progetto di scambio di giovani managers tra aziende collegate al B.G. Egli inoltre si è detto certo che i lavori prodotti dalla 4a Assemblea Plenaria contribuiranno allo sviluppo delle relazioni economiche tra il Giappone e l’Europa e che il MITI continuerà a sostenere l’attività del B.G.
E’stata poi la volta dell’Ambasciatore giapponese in Italia Koji Watanabe. Egli, accennando al nuovo scenario europeo, (la fine del Comunismo, il trattato di Maastricht ) ha posto l’accento sul difficile momento che l’economia italiana sta vivehdo, menzionando però gli sforzi attuali del nostro governo per risolvere i . problemi e superare gli ostacoli. Ha ricordato i protocolli degli accordi tra Giappone e Comunità Europea che pongono le basi per una solida partnership, indispensabile per il mantenimento della pace e la stabilità del mondo intero, sottolineando che la cooperazione tra Giappone , Europa e Stati Uniti è essenziale. Ha quindi parlato dei rapporti italo-giapponesi. Anch’egli ha lodato gli sforzi che il B.G. sta compiendo sulla strada di più ampie e durature relazioni, non solo economiche, dei due Paesi. Ha citato gli attuali esempi di partnership e joint ventures tra Italia e Giappone: 46 casi di investimenti diretti giapponesi nel settore manifatturiero nel nostro Paese e 26 casi di joint-ventures, sottolineando il fatto che 5 anni fa erano solo 5 ed ora la cooperazione sta prendendo piede in settori industriali avanzati come quello automobilistico, dei veicoli industriali, elettronico e degli elettrodomestici. Terminando il suo intervento, l’Ambasciatore Watanabe ha incoraggiato il B.G. a continuare fruttuosamente sulla strada della progettualità, come è stato in questi quattro anni di vita del nostro organismo.
Ha poi preso la parola il Ministro del Commercio con l’Estero On. Claudio Vitalone. Egli ha accentuato il suo intervento sulle relazioni economiche e commerciali tra Italia e Giappone. Ha affermato , infatti, che si deve dare contenuto e spessore
interamente nuovi alle nostre relazioni economiche dato che l’attuale interscambio è insoddisfacente se si guarda sopratutto agli investimenti e alla reciproca presenza nel tessuto industriale e commerciale, ed inadeguati rispetto alle potenzialità dei due sistemi. Il Ministro Vitalone ha puntualmente ricordato, inoltre, la vigorosa opera di risanamento attuata dal Governo che imporrà non solo un forte rilancio al nostro commercio estero, ma anche l’internazionalizzazione dell’impresa italiana, che deve essere più presente in aree strategiche, come per esempio il Giappone, attualmente poco penetrato. Ha citato molti dati, tra i più allarmanti quelli relativi, al deficit dell’Italia negli scambi con il Giappone (primi sei mesi del ’92) e dovuti ad una flessione (-12%) delle nostre esportazioni. Nei primi 9 mesi del ’92 la penetrazione italiana in Giappone è diminuita del 7% e questo elemento di preoccupazione può essere affrontato secondo il Ministro in un’assise prestigiosa come il B.G. Egli ha indicato interventi a sostegno (società miste) di alcuni settori come ad es.quello meccanico strumentale. Ha esortato Stati Uniti, CEE e Giappone ad una cooperazione internazionale (non ancora a punto) prodotta da nuovi doveri derivanti da accresciute responsabilità internazionali, per mettere al riparo da grandi tensioni le relazioni economiche mondiali.
Dopodiché hanno preso la parola i due Presidenti dell’ltaly-Japan 8.G. Ha iniziato il Dr.Umberto Agnelli . Egli ha brevemente analizzato le modificazioni che il quadro di riferimento europeo ha prodotto negli ultimi mesi. Egli ha sostenuto, che se la situazione italiana è apparsa particolarmente difficile, ciò non significa né crollo né insolvibilità, né bisogna credere ora che il nostro Paese stia diventando inaffidabile. Sopratutto per quanto riguarda i rapporti con il Giappone, il Business Group testimonia la volontà di proseguire sul cammino intrapreso e di promuovere rapporti di affari e rapporti amichevoli, dimostrando che il sistema paese Italia funziona ancora. Il Dr Agnelli si è poi soffermato sull’analisi dell’attività svolta e futura del nostro organismo. Egli ha sostenuto l’importanza di concentrarsi sulle tematiche che il B.G. sta perseguendo da anni, che devono essere intese come servizi alle “business communities”. Analizzando il programma di scambio di giovani managers, indirizzato sopratutto alle piccole e medie imprese, il Presidente del B.G. ha esortato alla soluzione degli ostacoli che ancora si frappongono alla realizzazione del progetto. Per quanto riguarda l’impegno del B.G. nella cooperazione italo giapponese in Paesi terzi, egli ha annunciato un prossimo incontro (primavera ’93) del gruppo di lavoro che gestisce questo programma a Jakarta, sottolineando come questo sia uno dei programmi più qualificanti del B.G. e come attraverso strumenti operativi quali l’accordo tra Mediocredito Centrale e JEXIM Bank si dimostri come il B.G. abbia compreso appieno l’evoluzione dei tempi e la strada da percorrere. In riferimento al tema centrale dell’attività del B.G.. ovvero le problematiche legate al gruppo di lavoro “Accesso al mercato”, il Dr.Agnelli ha sostenuto che occorre lavorare sui fatti , sulle opportunità, sui programmi di collaborazione. A questo proposito ha ricordato gli strumenti operativi che supporteranno in futuro l’attività del B.G. : l’Istituto di Ricerca Economica sul Giappone in collaborazione con l’università Bocconi di Milano e l”‘ltalian Desk” , ubicato presso l’ICE di Tokyo e dedicato esclusivamente alla cooperazione inuustriale. Ha presentato inoltre un’iniziativa nuova che nasce con la 4a Assemblea Plenaria: il gruppo di lavoro “Stili di vita e comunicazione” che assolverà ad uno dei compiti prioritari del 8.G., ovvero conoscersi meglio, andando oltre la conoscenza dei fattori economici, dando uno strumento operativo che, confrontando le nostre due culture, offra un servizio aggiuntivo per chi vuole fare affari con il Giappone e le imprese giapponesi e viceversa.
Ha continuato Mr.Yoshitoki Cino Presidente giapponese del B.G. Anch’egli ha brevemente analizzato il nuovo scenario europeo dopo il trattato di Maastricht, sopratutto per quanto concerne il nostro Paese, e il momento di recessione
dell’economia giapponese, che anche se in minima parte, rendono meno agevole l’attività del B.G. Ci sono, tuttavia, note positive nei rapporti tra le nostre due comunità imprenditoriali . Ad esempio, il mutato atteggiamento degli imprenditori italiani in Giappone che ora agiscono molto più secondo le regole “canoniche” giapponesi ed il varo del piano quinquennale da parte del governo nipponico, che avrà lo scopo di migliorare la qualità della vita (e l’Italia viene vista come uno degli esempi da imitare). Ha analizzato anche gli investimenti giapponesi in Europa che ora diventeranno investimenti per così dire “produttivi”, in quanto le aziende che hanno scelto questa strada (come nel caso della Sony a Milano), hanno stabilimenti che producono beni di consumo giapponesi che esporteranno in Europa. In merito ai temi specifici rimarcati dal presidente Agnelli, Mr.Cino s’è detto quanto mai interessato e coinvolto dal nuovo programma “Stili di vita e comunicazione” dato che una perfetta conoscenza specifica è alla base per qualsiasi rapporto economico. Questo è poi il filo conduttore che lega altri due programmi del B.G.: lo scambio dei giovani managers (Mr.Cino ha ringraziato FIAT per aver accettato 2 stagers dal Giappone) e la costituzione da parte del B.G. in collaborazione con la Bocconi di un Istituto di ricerca (che i giapponesi caldeggiano vivamente). Riguardo alla “Cooperazione in Paesi terzi” Mr.Cino ha dato ufficialmente la disponibilità della controparte giapponese del B.G. ad organizzare il prossimo meeting del gruppo di lavoro in un Paese asiatico (Indonesia) per continuare il programma iniziato a Praga lo scorso maggio. Ha quindi augurato al B.G. di compiere ulteriori passi in avanti dato che la sua attività è fondamentale per i rapporti italo-giapponesi.
A questo punto ha preso la parola il Dr. Franco Nobili, Presidente dell’IRI, che ha posto l’accento sulle problematiche relative alla cooperazione industriale tra Italia e Giappone, ed in ultima analisi sulla compatibilità tra modelli diversi di sviluppo economico e sociale. Egli ha affermato che si devono evitare scontri frontali, mentre occorre adoperarsi affinché la logica fondamentale del mercato globale favorisca una maggiore integrazione, una comprensione vicendevole degli obiettivi, anche quando, come in questo momento, si sta assistendo ad una svolta critica in campo finanziario ed economico, che rallenta la capacità di attuare programmi di crescita nel breve e medio termine. Da ciò deriva l’importanza del Business Group italo-giapponese che è sempre stato un fruttuoso momento di consultazione e progettazione. In quest’ottica va visto l’accordo caldeggiato da IRI tra Mediocredito Centrale ed EXIM Bank of Japan e quindi la missione a Praga del maggio scorso ed a Jakarta nel maggio prossimo. Egli inoltre ha esortato il B.G. ad affrontare il tema degli investimenti giapponesi in Italia, ricordando che le due giornate genovesi (che seguiranno la Sessione Plenaria di Roma) avranno lo scopo di produrre un Seminario sulle opportunità di investimento in quell’area con particolare riguardo all’alta tecnologia .
Ha poi preso la parola il Prof.Gianfranco Imperatori, Presidente del Mediocredito Centrale. Il suo intervento,focalizzato sulla cooperazione industriale e finanziaria tra Italia e Giappone, ha dapprima analizzato il mutato clima internazionale che, esprimendo difficoltà su scambi e investimenti diretti nei rispettivi Paesi , si riflette anche sull’accordo tra il suo Istituto e la EXIM Bank del Giappone che, come ha ricordato, intende fornire agli operatori dei rispettivi Paesi, l’assistenza finanziaria necessaria per realizzare iniziative industriali nei mercati di reciproco interesse. Egli s’è detto consapevole che per uscire dalle attuali condizioni di stallo si debba promuovere un nuovo modello di crescita che coinvolga anche le aree meno avanzate dell’economia mondiale. Ciò si lega al ruolo che il B.G., come sede di colloquio internazionale, attua e rappresenta: conoscersi meglio per far nascere forme concrete di cooperazione internazionale. Si è . inoltre soffermato sulla situazione italiana affermando che il processo di riequilibrio strutturale è condizione essenziale affinché si ricrei un nuovo clima di fiducia nel sistema Italia, facendo così
emergere i valori positivi dell’imprenditorialità italiana: capacità di innovazione, flessibilità operativa, ingegnosità. Però per far ciò, occorrerà ·realizzare una politica industriale mirata al sostegno delle imprese, una politica delle infrastrutture, che coinvolgendo capitali privati possa ridurre il divario che ci separa dagli altri Paesi industrializzati, un efficace coordinamento degli strumenti interni e comunitari.
Occorre quindi creare un quadro socio-economico favorevole per superare la diffidenza degli investitori esteri. E a ciò si ricollega, secondo il Prof.Imperatori, quello che il B.G.può fare. Egli ha ricordato che alla fine del 1991 gli investimenti giapponesi in Italia si commisuravano in 1000 miliardi di lire così suddivisi: 400 nel settore del credito, 280 nel commercio e trasporti e solo 320 in attività industriali, che rappresentano valori trascurabili se paragonati a quelli degli altri Paesi comunitari. Occorre sviluppare anche per l’Italia l’interesse che il Giappone accorda all’Europa. Insieme si possono sviluppare nuovi prodotti e penetrare nuovi mercati. Egli ha invitato quindi a continuare sulla strada intrapresa dal B.G. perché la sua attività rompe l’isolamento e produce conoscenza reciproca e complementarietà che stanno alla base dello sviluppo delle relazioni economiche internazionali.
La parola è poi stata data al Direttore Generale dell’ICE, Dr. Ferruccio Sarti. Egli, analizzando il programma promozionale dell’ICE, ha affermato che l’Istituto annette grande importanza a 2 obiettivi specifici e strategici: l’area del Pacifico ed il Giappone, nel quale è stato programmato il 13,9% degli investimenti promozionali 1993 per rilanciare il made in ltaly. Ha poi fornito dati riguardanti lo scambio commerciale tra Italia e Giappone: nei primi nove mesi del ’92 le esportazioni italiane sono calate in media del 13,3% sopratutto nei comparti tessile, macchine movimento terra, macchine utensili, mentre le importazioni dal Giappone sono diminuite dell’1,8% a fronte del calo vistoso, ad esempio, di quelle della Germania (-5,2%). Il Dr.Sarti ha auspicato una collaborazione più attiva intensa e proficua per ambedue le parti. Gli obiettivi immediati dell’ICE sono mirati a migliorare l’export dei beni di consumo di qualità dove l’Italia è tra i leader mondiali, ma per far ciò, ha continuato il Dr.Sarti, occorre che il sistema distributivo giapponese ridimensioni gli alti ricarichi che penalizzano le nostre esportazioni, ed ha esortato e sollecitato una maggiore assistenza da parte delle autorità giapponesi nell’azione di penetrazione del made in ltaly sul mercato nipponico. Il Direttore Generale dell’ICE si è poi soffermato sul progetto giapponese atto a migliorare la qualità della vita in quel Paese, dando la disponibilità dell’Istituto a partecipare a questo sforzo portando il nostro contributo di idee e di prodotti. Ha ricordato gli impegni dell’ICE che prevedono iniziative promozionali molto qualificate ed importanti come il progetto “Abitare Italia” che si concretizzerà nella partecipazione al “Good Living Show” di primavera, l’appuntamento con il “Foodex” in aprile, dove l’area espositiva dell’ICE è la più consistente fra quelle degli altri Paesi e dove si presenteranno ai consumatori giapponesi i prodotti alimentari base della nostra alimentazione. Ha inoltre ricordato che l’Italia vuole presentarsi leader e partner affidabile nel settore della tecnologia . medio-alta, creando coproduzioni in cui il sistema giapponese porti il suo contributo di parti elettroniche e noi la nostra creatività per le parti meccaniche. Inoltre ha chiesto maggior sforzo per le aziende italiane nella partecipazione ad appalti pubblici per le infrastrutture. Concludendo, il Dr.Sarti ha affermato che il nostro sistema industriale, fatto di piccole e medie imprese, può utilmente integrarsi con quello giapponese, anche perchè siamo in grado di offrire un ambiente industriale e una manodopera qualificata ed in linea con gli standard europei, per attivare investimenti giapponesi, fino ad ora limitati nel numero.
E’stata poi la volta del Prof. Mario Monti Rettore dell’Università Commerciale L.Bocconi, che, nell’ambito di uno dei temi centrali dell’attività del B.G. ovvero “Conoscersi meglio tra Giappone e Italia” ha disquisito sul ruolo che le Università hanno come centro di produzione scientifica che deve comunicare ed interagire con
la società e quindi con il mondo delle imprese . Egli ha affermato che uno dei compiti delle accademie è quello di produrre, elaborare ed offrire informazioni per la comprensione della realtà circostante. Tale attività secondo il Prof.Monti deve essere svolta rispettando tre principi fondamentali: scientificità e rigorosità della ricerca, obiettività , integrazione tra ricerca teorica ed applicata . Affrontando poi i rapporti tra Italia e Giappone egli ha sostenuto la similitudine delle nostre economie di mercato, che hanno molti tratti in comune (ad es. ruolo delle PMI, l’elevato saggio di risparmio, il “late comers”) , ma hanno anche molti aspetti strutturali diversi (ad es. il sistema di imprese e delle relazioni industriali, le dimensioni e la dinamica dei sistemi finanziari l’andamento dei conti pubblici.). Secondo il Rettore Monti, una migliore comprensione in questo campo, dove dominano “letture” di stampo giornalistico e i luoghi comuni, appare indispensabile sopratutto per il mondo delle imprese le cui scelte devono essere effettuate sulla base di un quadro di riferimento che è il frutto di analisi serie e rigorose. E’ in quest’ambito che l’Università Bocconi può contribuire ad approfondire la conoscenza dei nostri Paesi, premessa e condizione necessaria per lo sviluppo dei rapporti bilaterali e in questa direzione si colloca il progetto dell’ltaly Japan B.G.di affidare alla Bocconi la realizzazione di un Istituto di ricerca sull’economia giapponese che possa diventare un nuovo strumento operativo del nostro organismo.
Ha poi preso la parola Mr. Kazuo Mishima, Senior Managing Director della Toyo Engineering Corp. Egli, esprimendosi in un ottimo italiano, ha tracciato un excursus delle relazioni economiche tra Italia e Giappone. Ha affermato che negli ultimi 30 annì i nostri due Paesi sono molto cambiati e progrediti ed anche il rapporto tra Italia e Giappone è progredito e si è fatto più stretto. E negli ultimi 10 -15 anni il rapporto tra i nostri due Paesi è entrato in una nuova fase che ha significato rapporti commerciali, scambi di capitali, know-how e di informazioni. Egli ha affermato che quando due Paesi programmano tra loro investimenti diretti o creano società a capitale misto diventa molto importante la comprensione delle situazioni reciproche , il contatto e la collaborazione con la dirigenza ed i lavoratori; quindi la collaborazione e la comprensione non è più solo economica, ma anche culturale e sociale. Parlando delle imprese giapponesi presenti nell’Europa comunitaria, ha sottolineato il fatto che siamo in ultima posizione rispetto agli altri Paesi europei, dietro anche alla Spagna che può offrire rispetto a noi una situazione meno complicata tra le parti sociali ed una manodopera relativamente a buon mercato. Noi italiani, secondo la disamina di Mr.Mishima, abbiamo goduto in Giappone di una pessima fama per molti anni ed, anche se molti ostacoli di natura psicologica che frenavano per gli investimenti giapponesi sono stati superati, occorre che passi ancora un pò di tempo per dar fiducia agli industriali giapponesi verso il nostro Paese. Questo, secondo Mr.Mishima può essere il compito del B.G.: rendere più credibile il nostro Paese. Concludendo ha elencato i tre motivi per cui i giapponesi aumenteranno gli investimenti in Europa e che preludono ad un aumento anche in Italia. Primo: per la strategia di globalizzare la produzione. Secondo: per sfruttare le potenzialità del Mercato Comune. Terzo: reinvestire in loco per espandere o modernizzare i lor’J impianti , trasferendo centri di ricerca e sviluppo e di design in loco.
