Il 24 ottobre p.v. si è tenuta Tokyo, presso la Sede centrale del M.I.T.I. Ministry International Trade & Industry, la prima riunione del Business Group Italia/Giappone.
Alla riunione sono intervenuti i ministri del Commercio Estero dei due Paesi con un discorso d’apertura che è stato trasmesso dalla televisione giapponese.
Il programma ha previsto successivamente l’introduzione ai lavori da parte dei due presidenti, rispettivamente il Sig. Chino, Presidente della Daiwa Securities Co., e il Dott. Umberto Agnelli Presidente della Fiat Auto SpA.
Sono seguiti gli interventi dei relatori italiani e giapponesi sui 5 temi concordati preventivamente.
Per il punto 5, Economic Organizations Activities, ha preso la parolo il Presidente dell’ICe Dott. Marcello Inghilesi e il rappresentante della Confindustria Dott. Orlando.
Nel pomeriggio il Gruppo si è diviso in 3 commissioni settoriali, Consumer Goods, Capital Goods,Services che hanno avuto il compito di esaminare temi di comune interesse.
I lavori sono terminati con le conclusioni dei due Presidenti e con una conferenza stampa.
“Aprendo i lavori, assieme al Presidente della Delegazione giapponese Mr. Chino e alla presenza dei Ministri Ruggiero e Matsunaa che ringrazio caldamente di essere personalmente intervenuti a questa prima riunione del nostro “Business Group” ritengo importante riconfermare gli obiettivi e le attese della Delegazione italiana.
Proprio partendo dalla constatazione che i rapporti di affari tra i nostri due Paesi non hanno ancora raggiunto un livello adeguato all’importanza delle rispettive economie nel contesto mondiale, (tanto in termini di scambi commerciali che di investimenti) rileviamo tutti l’esigenza di impegnarci, insieme, ad esplorare e scandagliare quel grande potenziale di opportunità di business che certamente esiste.
Il momento è oggi particolarmente favorevole al lavoro comune che ci accingiamo ad avviare: il mercato giapponese e quello italiano attraversano momenti di particolare dinamicità, stimolati in particolare da una domanda interna fortemente sostenuta e da tassi di crescita del P.I.L. nazionale tra i più alti del mondo. Il rafforzamento dei rapporti di affari tra Italia e Giappone deve però necessariamente poggiare su un comune quadro di riferimento che individui – in una prospettiva di medio-lungo termine – le reciprocità di interessi su cui operare assieme.
A tale fine riterrei necessario che il nostro comune impegno, si sviluppi in due direzioni complementari:
- da una parte verso l’individuazione delle aree e delle forme di collaborazione (sul piano industriale e finanziario) che, innalzando il livello tecnologico e qualitativo dei rapporti consentano lo sviluppo di accordi e di joint-ventures (tanto sui rispettivi mercati che sui mercati terzi) anche di carattere innovativo con reciproco apporto di capitali, management e know-how;
- dall’altra verso l’individuazione di quegli ostacoli – tanto di carattere strettamente normativo che di fatto si frappongono ad un incremento dell’interscambio bilaterale ed allo sviluppo degli investimenti.
In tal senso l’obiettivo che ritengo dovremmo seriamente proporci è quello di fornire un valido contributo al raggiungimento di effettive “equal opportunities” di accesso ai rispettivi mercati.
Sarà proprio lavorando in questa prospettiva (al di là delle immediate opportunità di business, logiche ricadute di queste giornate) che noi imprenditori saremo in grado di contribuire – grazie alla nostra capacità di tessere ampie e qualificate forme ai collaborazione (su basi paritetiche ed equilibrate) – a scongiurare il rischio (sempre presente) di conflitti commerciali dall’esito drammaticamente negativo per tutti.
Ritengo perciò di interpretare convinzioni comuni se, nell’aprire i lavori di questa prima riunione dell’ “Japan-Italy Business Group” ne sottolineo l’obiettivo di farne un “foro permanente” di reciproca conoscenza, di individuazione di nuove e sempre più avanzate opportunità di scambi e di collaborazioni tra le comunità imprenditoriali dei nostri due Paesi.
Ringraziando la Delegazione giapponese della calorosa ospitalità offerta cedo la parola”.



